D'intralcio alla coeducazione sono i modelli simmetrici di relazione tra genitori ed educatori, che non dovrebbero verificarsi in un asilo nido ma che spesso comunque sentiamo presenti.
Il primo modello è considerare la famiglia come un comune utente, ovvero che non viene presa in considerazione dal nido, il quale segue esclusivamente la propria linea educativa non integrandola con il sapere intimo dei genitori che invece sono una risorsa importante perchè sono i migliori conoscitori del figlio e sopratutto i suoi primi educatori!
Quando viene a crearsi questa situazione, i genitori si sentono esclusi nell'educazione del figlio al nido, si sentono poco informati dei progressi del figlio e interpellati solo quando ci sono delle difficoltà, spesso questo causa nei genitori senso di inadeguatezza e inesperienza nei confronti del loro ruolo genitoriale.
Non deve verificarsi però nemmenno il contrario, ovvero considerare la famiglia come un cliente che deve essere soddisfatto in tutto e per tutto; la famiglia non può imporre le proprie abitudine e le proprie convinzioni, inanzitutto perchè al nido ci sono più bambini e più famiglie e per questo non ci si può imporre in maniera esclusiva ed inoltre si deve anche accogliere i consigli degli educatori che avendo una visione più obiettiva possono consigliare metodi più appropriati ed efficaci.
Questi due modelli disfunzionali devono lasciar spazio al partenariato, ovvero alla relazione paritaria e condivisa.
La co-educazione è un processo in cui sia gli educatori che i genitori sono indispensabili per la crescita del bambino. Essi quindi devono unire le loro forze cercando di conciliare sia il sapere tecnico degli educatori sia il sapere dell'intimità dei genitori per poter raggiungere un'educazione completa ed esaustiva.
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giovedì
CO-EDUCAZIONE E PARTENARIATO
Considerare la famiglia come partner è il primo passo per raggiungere la coeducazione, tutto dunque si basa sulla relazione paritaria fra educatori e genitori che devono stabilire un legame di fiducia e sincerità.
Per questo motivo è importante che ogni soggetto riconosca i propri limiti e riconosca le capacità altrui.
Il nido aiuta la famiglia ad inserirsi in una rete sociale in cui può trovare risposte ai suoi bisogni ed essere contemporaneamente anche risorsa per la comunità, difatti i genitori raccontando del proprio figlio aiutano gli educatori a comprendere quali sono le necessità del bambino.
Nella relazione di partenariato avviene un intreccio fondamentale: il sapere tecnico e professionale degli educatori e il sapere dell'intimità dei genitori, solo grazie a questa collaborazione può avvenire il raggiungimento del comune obiettivo, la coeducazione del bambino.
Per questo motivo è importante che ogni soggetto riconosca i propri limiti e riconosca le capacità altrui.
Il nido aiuta la famiglia ad inserirsi in una rete sociale in cui può trovare risposte ai suoi bisogni ed essere contemporaneamente anche risorsa per la comunità, difatti i genitori raccontando del proprio figlio aiutano gli educatori a comprendere quali sono le necessità del bambino.
Nella relazione di partenariato avviene un intreccio fondamentale: il sapere tecnico e professionale degli educatori e il sapere dell'intimità dei genitori, solo grazie a questa collaborazione può avvenire il raggiungimento del comune obiettivo, la coeducazione del bambino.
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